mercoledì 12 marzo 2014
QUELLI CHE...FANNO I CAPI MA NON LO SONO
In ogni ambiente di lavoro,a meno che non siate ai vertici di società o non ne possediate una,esistono delle gerarchie da rispettare.
La ripartizione dei compiti e degli ruoli è fondamentale per garantire ad una collettività l'organizzazione necessaria per conseguire il progresso e senza di essa si correrebbe il rischio di ritrovarsi in situazioni di totale anarchia.
In genere,spetta al proprietario o alla più alta carica stabilire compiti e mansioni ma non sempre ciò è possibile,dato che le circostanze possono sottrarre il tempo necessario per tale azione.
I lavoratori,in situazioni come questa,devono sapersi organizzare autonomamente per sopperire alla mancanza di un'autorità,collaborando in maniera coesa e solidale gli uni nei confronti degli altri.
Nessuno ha il diritto di stabilire cosa sia giusto o sbagliato,la collettività dovrebbe stabilirlo.
In queste circostanze,purtroppo,prendono il sopravvento persone dall'indole scorretta e dal carattere arrogante.
Questo binomio,in una situazione come quella descritta,favorisce proprio le persone con tali caratteristiche,riuscendo ad esaltare quelle misere doti che a loro volta le faranno sentire migliori di altre.
E' proprio l'assenza di un'autorità che permette a questi individui di prendere il controllo,sfruttando lo spirito di sacrificio,la permissività,la dedizione e la bontà eccessiva degli altri.
In genere,sul posto di lavoro,le persone hanno ben chiaro cosa devono fare e sanno a chi devono rispondere.
Molto spesso,però,gli arroganti-scorretti(sono 2 caratteristiche tipiche,ma in genere queste persone ne possiedono molte altre),fiutando la correttezza e la bontà d'animo altrui, si abrogano il diritto di impartire a loro volta compiti,spinti dal loro spirito di intraprendenza,non rendendosi conto che così facendo,oltre a scavalcare il ruolo delle autorità,calpestano anche i diritti e la dignità degli altri.
Chiaramente,così facendo,alimentano il sentimento di antipatia nei loro confronti,ma a loro poco importa in quanto accecati dalla prospettiva di un'ipotetica scalata professionale.
Un'atteggiamento del genere andrebbe condannato da colleghi e superiori, ma spesso,i primi,per paura di andare in contro a discussioni tacciono, mentre i secondi possono pensare di trovarsi di fronte a persone di grande personalità in grado di fare i loro interessi.
Quando i superiori acconsentono questo tipo di atteggiamento nella speranza di veder generare automaticamente gerarchie dettate dallo spirito d'iniziativa stanno firmando la condanna a morte loro e della collettività dal momento che questo comportamento malsano minerà l'armonia generale dell'ambiente condizionato in negativo.
L'etichetta più comune attribuita a questi personaggi è quella degli "STRONZI" e se foste interessati ad approfondire l'argomento potete comprare il seguente libro, che, personalmente ho trovato molto interessante e lo sarà sopratutto se siete capi,responsabili o dirigenti,dato che vi sensibilizzerà riguardo a questo argomento,che,probabilmente proprio per la vostra posizione conoscete poco:
http://www.libriconsigliati.it/il-metodo-antistronzi-di-robert-sutton/
Il vero guaio è trovarsi in compagnia di più persone fatte della stessa pasta e magari senza nessuno che comprenda il vostro sano punto di vista.
Oramai primeggiare è diventato talmente importante al punto che la maggior parte delle persone ha perso il buon senso ed è disposta a calpestare più frequentemente gli altri nel nome del profitto individuale.
Ciò richiama alla mente l'immagine delle multinazionali che devastano l'ambiente e delocalizzano generando shock economico-ambientali con una spensieratezza innata.
A volte il desiderio di primeggiare e di riuscire nella vita è troppo elevato in questi soggetti al punto di non riuscire ad intuire che la loro condotta è fuori luogo in alcuni contesti data l'improbabilità di far carriera,ma a loro non importa e continuano a mettere in atto gli stessi meschini stratagemmi giorno dopo giorno con una determinazione spaventosa.
Sono convinto che l'IGNORANZA stia alla base di un atteggiamento del genere,sia che si riesca a far carriera o meno.
L'empatia tra esseri umani è troppo importante per essere soffocata nel nome del successo personale e se reprimiamo tale capacità saremo destinati inesorabilmente a trovarci sempre soli nella vita.
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