Una delle cose che mi lascia più perplesso è l'inconsapevolezza delle persone che condividono post pro-razzismo sui social network senza curarsi minimamente dell'attendibilità di quest'ultimi.
Non è difficile imbattersi in titoli come quello usato da me per scrivere questo breve articolo.
Spesso le persone che condividono questa robaccia non ne leggono nemmeno il contenuto e si accontentano di fantasticare ispirandosi all'immagine allegata al testo in questione per poi scatenarsi come dei cavalli imbizzarriti nei commenti sfogando tutta la propria frustrazione originata non esclusivamente dal problema dell'immigrazione.
Spesso tutte queste persone hanno molte caratteristiche comuni che le contraddistinguono e tra loro si ritrovano alla grande.
Parlano di Mussolini e di camere a gas come soluzioni globali per problemi complessi come la globalizzazione ed il capitalismo che generano ondate migratorie che il loro stesso tenore di vita causa ma non ne sono consapevoli.
Pretendono di poter liberamente usare armi da fuoco in modo da potersi fare giustizia da soli.
Vorrebbero chiudersi a riccio in un Paese come l'Italia dichiarando guerra alla Germania ed uscendo dall'Europa dopo che ,magari ,negli anni del benessere se ne sono sbattuti totalmente le scatole ed interessandosi di politica solo quando o loro o la moglie hanno perso il lavoro nel 2008.
La superficialità con il quale queste persone maneggiano certe fake news che pure un bambino di 5 anni riuscirebbe a smascherare è lo specchio di quello che sono davvero.
Purtroppo in questi anni stiamo assistendo ad un'espansione totale di questa corrente di pensiero che oggi , almeno per il momento , è stata parzialmente sedata dall'elezione di Salvini che , come da pronostico , anche grazie a tutto ciò è riuscito a ritagliarsi una grossa fetta di elettorato.
Siamo tutti d'accordo nel ritenere che alcune politiche interne sulla gestione di problematiche complesse come l'immigrazione siano da governare con maggior cura , ma giocare sporco , fomentando un odio che la storia dovrebbe aver insegnato non portare da nessuna parte è davvero un modo vigliacco di condurre la propria esistenza.
Non ci si può aspettare troppo da chi scrive "barrista" o "c'iao" con l'apostrofo , è vero, però si può cercare di aiutare queste persone a comprendere che quello che fanno è davvero malvagio.
Io ci ho provato...
Una volta vidi che un amico su FB tendeva a comportarsi esattamente come sopra descritto.
Tutti i giorni le stessa solfa.
Un giorno allora lo fermai e gli chiesi :
GIGI ma ti rendi conto dell'inattendibilità delle fonti che stai citando ?
Non ti passa per l'anticamera del cervello che tutte queste possano benissimo essere fake news ?
Gigi mi rispose : Tu non ti preoccupare , condividi , condividi , fai girare !!
Cazzo allora Gigi lo sapeva ..
Gigi lo sapeva eccome!!
Gigi era più furbo di quanto pensassi.
Talmente furbo che quando lo incontrai in presenza di un immigrato "regolare"conosciuto da entrambi non esitò nemmeno un minuto a rimangiarsi tutte le ingiurie rivolte verso "l'uomo nero" o più generalmente verso “il diverso".
Anzi , GIGI si cacava proprio sotto nell'esporre le sue teorie che da tempo cercava di diffondere sul web a suon di condivisioni.
Si mise a parlare poi di quanto fossero belle e sensuali le donne di colore fornendo una serie di dettagli poco attinenti all'argomento dal quale eravamo partiti.
Tutto l'orgoglio dimostrato virtualmente in realtà non trovava un reale riscontro nel Mondo reale ed all'improvviso, GIGI ,sembrò essere un gran bella persona , aperta e disponibile al dialogo , anche con chi non avrebbe avuto il diritto di essere lì dinanzi a lui in quel momento o per lo meno , secondo lui ,sarebbe stato meglio fosse rimasto al proprio Paese.
Quel leoncino da tastiera che si era contraddistinto per cotanto carisma apparendo agli occhi di tutti come uno spietato rivendicatore di giustizia sociale , in realtà, riusciva a malapena e con il sorriso sulle labbra ad esporre i propri pensieri prendendola molto alla lontana.
Sono tanti i GIGI intorno a noi.
Persone che si riempiono la bocca con frasi del tipo "aiutiamoli a casa loro!!" ma che , in realtà, in quella categoria ci rientrano pienamente , in quanto , una volta a casa, davanti al PC , avrebbero bisogno di un sostegno per capire cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Hanno proprio ragione..
Aiutiamoli a casa loro!!
mercoledì 26 settembre 2018
martedì 25 settembre 2018
LA GIORNATA DI TRADING PIU' BRUTTA DELLA MIA VITA
Sono passati ormai più di due anni da quel maledetto giorno in cui sono stato affossato dal mercato .
Lo ricordo come fosse ieri .
23 giugno 2016 , referendum Brexit.
Paradossalmente il mio tracollo è avvenuto nel mese in cui avevo guadagnato di più .
In quel periodo le operazioni sembravano sempre andare nella direzione corretta e pure quella volta , proprio nel giorno del referendum, non sembrava andare diversamente .
Ricordo che ,a differenza di tutti i fenomeni che in seguito affermarono di aver previsto il contrario , la situazione appariva piuttosto tranquilla e quasi la totalità degli esperti del settore concordava sul fatto che la possibilità di un esito positivo (uscita da UE) sarebbe potuta verificarsi.
Ovviamente nelle ore precedenti all’esito ero sereno e tranquillo .
La posizione LONG aperta sul FUTURE DAX sembrava salire andando a completare l’ennesima operazione vincente.
L’idea di capitalizzare prima della chiusura del mercato (21:30 circa) sarebbe stata perfetta e con il senno di poi mi avrebbe risparmiato un bel bagno di sangue capace di farmi ricredere sulle mie potenzialità .
Invece no.... La prospettiva di poter guadagnare di più , la voglia di strappare un risulto sempre migliore nel tempo mi portó all’overnight in uno stato d’incoscienza totale alimentato dalla serie positiva inanellata in un mese nel quale ero sempre più convinto di aver trovato una sorta d’invincibilità .
Quella sera mentre vedevo la posizione gonfiarsi andai a festeggiare il compleanno di mio cugino convinto che il giorno dopo , al risveglio , mi sarei ritrovato più ricco di prima .
Tornai a casa allegro , diedi un bacino alla mia signora e mi addormentai come un bambino.
Intorno alle alle 5:00 di mattina però qualcosa non andava e no , non avevo bevuto troppo , avevo una sensazione di disagio indescrivibile , un fatto inspiegabile .
Avete presente quando avete la sensazione che qualcosa di grosso stia per succedere e dopo poco accade per davvero.
Per me fu’ esattamente così .
Presi il telefono dal comodino e in uno stato di angoscia totale andai a vedere la app delle news.
Stava accadendo veramente ...
I sondaggi davano in vantaggio i SI .
Ovviamente non riuscii più a chiudere occhio.
Aprii l’applicazione mobile del broker al quale mi appoggiavo per le operazioni e guardai i future USA (perennemente aperti) e stavano crollando .
Non capii più nulla.
Persi totalmente il controllo .
Sapevo che all’apertura avrei subito una pesantissima perdita soprattutto a causa della mia sovraesposizione.
Cominciai allora ad aprire posizioni short sui listini USA , CHINA ecc .. nella speranza di racimolare qualcosa prima dell’apertura del mercato alle ore 8:00.
Le posizioni aperte andavano tutte in guadagno ma non potevo di certo essere soddisfatto.
Mangiai velocemente senza mai staccare gli occhi dal monitor nella speranza che qualche news contraria potesse cambiare la direzione verso la quale si stava dirigendo quella sciagurata mattina.
Uscii di casa in stato confusionale.
Era presto , ma avevo la sensazione di aver già vissuto una giornata di 8 ore o forse anche più .
Come ogni mattina passai a prendere in macchina il mio collega per andare a prendere il tram che ci avrebbe portato a lavoro , ma quella volta gli chiesi cortesemente di prendere il controllo dell’auto perché in quel momento , all’ apertura , sarei dovuto rimanere freddo e pronto davanti allo schermo del mio iPhone per chiudere tutto prima del tracollo e salvare il salvabile .
Il mio collega accettò e mi portò fino a destinazione.
Arrivammo alla fermata prima dell’apertura e salimmo sul tram in mezzo alla gente che non sembrava condividere lo straziante disagio leggibile sul mio volto .
Dopo sole due fermate arrivó finalmente il momento decisivo .
8:00
Se per tutta mattina avevo fissato lo schermo incessantemente , alle 8:00 , ovvero 1 minuto prima dell’apertura (il FUT DAX prezza alle 8:01) entrai quasi dentro al telefono e non staccavo gli occhi dalla quotazione sulla quale ero esposto pur sapendo che il prezzo sarebbe arrivato in un momento ben preciso.
Ero in un Mondo parallelo , cosa non rara per un trader , ma quella volta mi giocavo davvero tutto ed avevo il terrore di rovinare il mio record .
E così , mentre mi trovavo in mezzo al caos dei mezzi di superficie , guardai il mio conto virare in negativo e subito dopo passare a zero in virtù degli accordi presi con il broker (copertura saldo negativo) senza i quali avrei dovuto pure sborsare altro denaro.
Rimasi impassibile.
A differenza di altre volte non riuscii nemmeno ad arrabbiarmi.
Persi tutto quello che avevo sul conto per via di un errore imperdonabile.
Era colpa mia e quella volta avevo davvero scherzato con il fuoco dando per scontato un evento che in realtà scontato non era affatto .
Lo conferma arrivó proprio dalla reazione dei mercati che , avranno tanti difetti , ma , quando si tratta di misurare la messa in conto degli eventi ritagliano perfettamente la fotografia di quelle che sono le aspettative della massa nel suo complesso.
Per il FTSE MIB per esempio , fu’ probabilmente uno dei crolli peggiori in una singola seduta della sua storia con un bel -12,48% ... alla faccia di chi lo sapeva.
Sembrava l’inizio dell’armageddon finanziario tanto atteso dagli euroscettici.
Tutto crollava , tutti i listini rossi.
Chi fortunatamente era rimasto fuori ebbe l’opportunità di arricchirsi con facili Short che io ,per via dell’esaurimento del mio budget destinato alla speculazione (5% capitale complessivo) non avevo l’opportunità di aprire.
Dalle 8/10 operazioni giornaliere passai al ruolo di osservatore dei mercati come quasi a voler espiare i miei peccati.
Tutte quelle sicurezze che avevo acquisito a suon di operazioni vincenti erano svanite con un singolo stupido errore.
La conferma arriverà qualche mese più tardi con le elezioni USA dove ,in un primo momento ,la potenziale vittoria di Trump , quella che oggi ha fatto tornare tutti i listini tranne il nostro sui massimi , venne vista come una Brexit 2 , ovvero un evento capace di far crollare di nuovo i listini.
La lezione impartita dal referendum britannico mi impose di uscire in Gain poco prima della chiusura del Dax , accontentandomi di un modesto guadagno capace di farmi però passare la notte in tranquillità e senza bruschi risvegli.
Oggi infatti se opero in sicurezza e sopratutto meglio , lo devo a quella maledetta giornata nella quale sbagliai alla grande ma grazie alla quale maturai quel senso di responsabilità che attualmente mi accompagna in diverse situazioni ,anche al di fuori del contesto borsistico.
Tutti i grandi per poter diventare grandi devono cadere ed io quel giorno non sono solo caduto , sono sprofondato, ma giudico quell’esperienza come un qualcosa di positivo capace di farmi tornare più forte e più vincente che mai.
lunedì 24 settembre 2018
IL PIANO KALERGI
Nei circoli dell’estrema destra europea e
italiana circola da qualche tempo una spiegazione complottista della crisi dei
migranti. Secondo questa tesi, completamente infondata, l’arrivo di centinaia
di migliaia di persone in Europa sarebbe parte di un piano segreto architettato
dalle élite politiche ed economiche del continente per importare milioni di
potenziali lavoratori a basso costo, mischiarli con le “razze europee” e creare
così un meticciato debole e facilmente manipolabile. A ideare questo piano sarebbe
stato un eccentrico filosofo aristocratico austro-giapponese del primo
Novecento: Richard Nikolaus Eijiro. Più di dieci anni fa uno scrittore
complottista e negazionista ne usò il titolo nobiliare (conte di
Coudenhove-Kalergi) per battezzare il complotto che prevederebbe la
sostituzione etnica dei bianchi europei. Nacque così il “Piano Kalergi”.
Come ha raccontato un lungo e documentato articolo
di Vice, sono diversi anni che il Piano Kalergi è uscito dagli
ambienti ristretti dei cospirazionisti per entrare a pieno titolo nel dibattito
pubblico italiano. Di recente anche il candidato alla presidenza della
Lombardia, il leghista Attilio Fontana, ha fatto riferimento a qualcosa che
somiglia al Piano Kalergi. Nel corso di un’intervista a Radio Padania, ha parlato del rischio di
sostituzione etnica da parte dei migranti che corre la “razza bianca” (Fontana
si è poi scusato per l’utilizzo del termine). Fontana, in realtà, ha ripetuto
quella che è oramai la linea non ufficiale del suo partito sull’immigrazione:
non è un fenomeno economico e sociale di portata secolare, ma un preciso piano
organizzato dall’alto.
A sostenere questa tesi è lo stesso
segretario della Lega, Matteo Salvini, che da almeno tre anni ripete che quello
in corso in Italia ed Europa non ha nulla di spontaneo. La prima volta in cui
Salvini suggerì qualcosa del genere fu nel febbraio del 2015, quando disse che
ci trovavamo di fronte a «un’operazione di sostituzione etnica coordinata
dall’Europa». Non è chiaro se Salvini abbia preso ispirazione da un libro
pubblicato da una piccola casa editrice proprio all’inizio del 2015 – “La
verità sul Piano Kalergi. Europa, inganno, immigrazione” di Matteo Simonetti –
che è il primo libro in italiano dedicato al tema. Da allora il segretario
della Lega ha ripetuto il concetto più volte: l’immigrazione sarebbe voluta e
organizzata da una misteriosa “élite europea” con lo scopo di eliminare la
popolazione autoctona del continente. In alcune circostanze, Salvini ha
utilizzato anche l’espressione “genocidio”.
Google Trends mostra che fu proprio nel periodo a
cavallo tra 2015 e 2016 che l’interesse per il Piano Kalergi cominciò a
diffondersi. Nell’estate del 2016 la storia divenne definitivamente mainstream
quando la trasmissione di La7 “La Gabbia” gli dedicò alcuni servizi. Nel corso
degli anni, la tesi è stata raccontata di nuovo da tutti i principali
cospirazionisti italiani, come il più famoso tra loro, l’ex responsabile della
comunicazione del Movimento 5 Stelle Claudio Messora.
Ironicamente, se non fosse per i
cospirazionisti Kalergi sarebbe stato oramai dimenticato dal grande pubblico.
Kalergi, che nacque a Tokyo nel 1894, non è infatti uno dei padri politici
dell’Europa unita, come Altiero Spinelli o Konrad Adenauer. Appartiene
piuttosto alla famiglia degli idealisti utopici che, nel periodo tra le due
guerre mondiali, si opposero all’avanzata del fascismo e del nazionalismo con
la loro difesa dell’integrazione e della pacificazione tra i popoli. Nel 1923,
mentre l’Europa era in subbuglio e in Italia Mussolini aveva già preso il potere,
Kalergi divenne famoso pubblicando il suo “Manifesto Pan-Europeo” in cui
proponeva la creazione degli Stati Uniti d’Europa, un superstato dove le
differenze tra i singoli popoli europei sarebbero state messe da parte in nome
della reciproca collaborazione. Kalergi ottenne fondi con cui creare un
giornale, raccolse alcune adesioni di personaggi importanti, ma non riuscì mai
a creare un movimento popolare. A raccogliere voti e a guidare il dibattito
dell’epoca erano i partiti nazionalisti di estrema destra e quelli socialisti e
comunisti dell’estrema sinistra. Gli aderenti al “Manifesto Pan-Europeo”
rimasero sempre un piccolo gruppo di utopisti e intellettuali, molto noti
nell’alta società, ma praticamente ininfluenti sul piano concreto.
Per le sue idee Kalergi era osteggiato dai
nazisti e Hitler gli dedicò alcune righe sprezzanti nel suo “Secondo libro”
(mai pubblicato), definendolo «quel bastardo di Coudenhove-Kalergi». Negli anni
Trenta, Kalergi divenne uno dei bersagli favoriti della loro propaganda. Fu
accusato di essere ebreo, di essere un massone (in realtà aveva lasciato la
loggia di Vienna nel 1926) e di voler “annacquare” la purezza delle razze
europee, indebolendole così di fronte ai loro nemici: l’Unione Sovietica e gli
Stati Uniti. Quando i nazisti occuparono l’Austria, nel 1938, Kalergi fu
costretto a fuggire in Francia e dovette fuggire nuovamente due anni dopo, nel
1940, durante l’invasione nazista. Secondo alcuni, la sua fuga rocambolesca
attraverso Svizzera e Portogallo per arrivare negli Stati Uniti ha fornito
l’ispirazione del personaggio di Victor Laszlo che nel film Casablanca è
il leader politico idealista che i nazisti vogliono arrestare.
Dopo la fine della Seconda guerra
mondiale, con l’inizio del processo di integrazione europea, Kalergi fu
celebrato come uno dei grandi padri ideali dell’Europa e ricevette il primo
premio “Carlo Magno”, da allora assegnato ogni anno dalla città di Aachen a
coloro che contribuiscono alla creazione di un’Europa unita. Senza una carriera
politica o amministrativa alle sue spalle, Kalergi fu però lasciato
sostanzialmente fuori dai processi politici e decisionali che portarono alla
creazione di quella che oggi si chiama Unione Europea. Nel 1955, per esempio,
suggerì di adottare l’Inno alla gioia di Beethoven come inno ufficiale europeo,
ma la sua idea fu accolta solo 16 anni dopo, poco prima della sua morte nel
1972. Oggi non ci sono palazzi dell’Unione a suo nome (come invece ci sono per
Schumann, Spinelli e Adenauer), i suoi libri e il suo manifesto sono stati in
gran parte dimenticati e, a parte la recente fama, il suo nome è ricordato
soprattutto dagli storici dell’integrazione europea.
Le ragioni per cui Kalergi è tornato a
essere uno spauracchio dell’estrema destra sono abbastanza evidenti rileggendo
cosa scriveva Hitler di lui più di 80 anni fa. Kalergi sosteneva la necessità
di stemperare le differenze tra i popoli in nome di una comunità collettiva,
più ampia del singolo stato, una ricetta che non può che essere accolta con
fastidio dai nazionalisti degli anni Trenta come da quelli degli anni Duemila.
Kalergi, inoltre, è stato un massone e ha ricevuto finanziamenti dalla famiglia
Rothschild, due dei nemici scelti con più frequenza dai teorici del complotto.
Ma il motivo per cui, tra tutte le colpe, gli è stata attribuita proprio quella
specifica della “sostituzione etnica” degli europei con i migranti è
probabilmente dovuto al caso.
Kalergi non ha mai fatto sostanzialmente
alcun cenno alle migrazioni extra-europee che alla sua epoca, sostanzialmente,
non esistevano: erano semmai gli europei a migrare all’interno del continente o
verso gli Stati Uniti. L’aggiunta dell’immigrazione alle idee di Kalergi si
deve a Gerd Honsik, il neonazista e negazionista austriaco che con il suo libro
del 2005 ha sostanzialmente inventato il “Piano Kalergi”. Honsik mise insieme
diversi libri di Kalergi e ci aggiunse del suo. Da un testo prese l’idea di
Kalergi secondo cui l’uomo di città, cosmopolita e meticcio, sarebbe superiore
per spirito ma inferiore per volontà all’uomo di campagna. Da questo trasse la
conclusione che l’uomo di città fosse debole e facile da governare.
Kalergi, sostenne quindi Honsik, voleva
che gli uomini di città si diffondessero per rendere la popolazione più facile
da governare. Ma come era possibile creare questi uomini meticci di città? Per
Kalergi era necessario aumentare gli scambi, le comunicazioni e gli spostamenti
all’interno dell’Europa. Honsik, invece, che scrisse il suo libro quando in
Austria si parlava molto della potenziale immigrazione dai paesi balcanici,
scrisse che Kalergi e i suoi alleati avevano in mente un altro mezzo:
l’immigrazione di massa. Così le idee utopiche e probabilmente ingenue di un
eccentrico aristocratico del Novecento si sono fatte strada nel dibattito
interno all’estrema destra europea per anni. Da lì sono arrivate in Italia e,
negli ultimi giorni, sono riuscite a sfiorare persino la campagna elettorale
per la regione Lombardia.
fonte:www.ilpost.it
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