Purtroppo o per fortuna,nella vita,tutto ciò che si dice o si pensa è assolutamente soggettivo. Non esiste una verità assoluta,ma solamente pensieri più o meno condivisi in relazione alle credenze comuni. Persino parole che vengono usate quotidianamente alle quali sono attribuiti significati scontati come: Buono,cattivo,simpatico,antipatico ecc.,analizzate attentamente possono racchiudere un'infinità di sfaccettature differenti. Che cos'è qualcosa di buono? E chi può essere definito cattivo? Dal mio punto di vista non esiste nulla in termini assoluti.Buono o cattivo,sono solamente parole inventate dall'uomo che permettono di riassumere in un'unica parola diversi aspetti. Ognuno di noi,possiede infatti la propria idea di bontà che,per quanto possa essere simile,presenterà sempre delle impercettibili differenze. Ovviamente parecchi aspetti,se pur opinabili,saranno comuni,in linea di massima con il pensiero generale.VITTIME DELLA PROPRIA BONTÀSecondo il pensiero comune,essere buoni,vuol dire anche essere ben disposti e generosi nei confronti degli altri. Questa,è una delle caratteristiche che personalmente apprezzo di più quando devo valutare un individuo. Una persona potrebbe essere anche la più scortese ed incivile, ma ,se dovessi casualmente sapere che quest'ultima dedica il proprio tempo per aiutarne altre più sfortunate di lei,rivedrei immediatamente il mio giudizio in positivo. Aiutare gli altri senza alcun tornaconto credo sia una delle qualità più belle che si possano avere. Usualmente,coloro che possiedono tale dote,hanno anche un senso del dovere innato ed un'onestà al di sopra della media. Quante volte avrete sentito la frase: Ad essere troppo buoni lo si prende sempre in quel posto. Non esiste nulla di più vero. In questi casi succede un fatto semplicissimo. Coloro i quali possiedo doti come,il senso del dovere, la correttezza ecc.. non riescono a comportarsi in maniera differente,nemmeno con le persone che,nei loro confronti,si dimostrano scaltre,scorrette e profittatrici. In questi casi, la persona "corretta",quasi sempre,vorrebbe riuscire a ripagare quella "scorretta"con la medesima moneta,ma la sua natura non le consente di farlo. Ogni tanto,può succedere di trasgredire a quest'auto imposizione, ma chi lo fa',di certo,non si sentirà a posto con la coscienza. Le persone scorrette,non necessariamente più intelligenti ,conoscono perfettamente i meccanismi di risposta automatica di quelle corrette e sistematicamente,prevedendo le reazioni,ne traggono profitto anticipandone le mosse. Di esempi se ne potrebbero fare troppi: Dal lavoro che viene scaricato sempre sui soliti noti ai piccoli favori fatti esclusivamente per ottenere qualcosa di più grande. Possiamo quindi affermare che l'atteggiamento scaltro e profittatore,tendenzialmente consente una maggior possibilità di riuscita negli ambiti professionali e quotidiani a discapito di quella che tutti quanti considerano l'onestà intellettuale. Chi non la possiede,può non provare alcun senso di colpa e può raggiungere più facilmente i propri obbiettivi.DIPENDE DA NOIQuanto detto sin ora può indurre a credere che l'atteggiamento onesto presenti solo degli svantaggi e quello opposto solo dei vantaggi. Non è così. Si può fare benissimo strada in qualsiasi ambito senza ricorrere alla furbizia e alla disonestà,ma avrete constatato voi stessi che chi ha usato questi metodi,spesso,materialmente ha ottenuto di più. Ora vi starete chiedendo se penso che essere corretti e onesti con tutti non serva a niente,perciò prima che pensiate che sia una persona "cattiva" devo svelarvi il mio punto di vista. Sono convinto che ogni relazione umana sia diversa l'una dall'altra e in quanto tale vada vada vissuta autenticamente. Come non esiste un metro di giudizio unico da applicare alle persone,non ne esiste nemmeno uno che ci dica come comportarci con esse. Detto questo,personalmente,tendo a comportarmi correttamente con tutte le persone,istituzioni ecc..Se, però ,dovessi percepire un'intenzione scorretta da parte di qualcuno,mi sentirei autorizzato ad atteggiarmi nei suoi confronti in maniera furba e profittatrice,come lui,se non peggio,a seconda delle circostanze. É indispensabile ,in un Mondo eticamente anarchico come il nostro, fare propri ambedue gli atteggiamenti,per non doversi ritrovare poi a dire: Ad essere troppo buoni lo si prende sempre in quel posto.thomas sankara
giovedì 27 febbraio 2014
L'ESSERE BUONI O CATTIVI
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